- Carlo Aymonino, Lo studio dei fenomeni urbani, Roma, Officina, 1977
- Carlo Aymonino, Origini e sviluppo della città moderna, Venezia, Marsilio, 1978
- Carlo Aymonino (a cura di), L'abitazione razionale: atti dei Congressi CIAM 1929-1930, Padova, Marsilio, 1980
- Carlo Aymonino, Piazze d'Italia: progettare gli spazi aperti, Milano, Electa, 1988
- L. Berni, Il liceo scientifico di Pesaro, Panorama, 1977, 12 luglio
- Carlo Belli, Il volto del secolo: la prima cellula dell'architettura razionalista italiana, Bergamo, Lubrina, 1988
- R. Bonicalzi (a cura di), Carlo Aymonino: intervista sul mestiere di architetto, Pescara, C.L.U.A., 1980
- Casabella, C. Aymonino, Storia e cronaca del quartiere tiburtino, 1955, novembre, n. 215 (pp. 18-43)
- Casabella, 1980, marzo, n. 456, numero monografico su Pesaro
- Casabella, 1983, dicembre, n. 497, (pp. 50-61)
- Casabella, 1986, maggio, n. 514 (pp. 4-29)
- Casabella, Musei Capitolini in Campidoglio, 1998, novembre, n. 661 (pp. 48-58)
- Concorso per il nuovo Teatro Paganini a Parma, L’architettura, 1966, luglio, n. 129 (pp. 168-176)
- C. Conforti, Carlo Aymonino. L’architettura non è un mito, Roma, 1980
- C. Conforti, Il Gallaratese di Aymonino e Rossi, Roma, 1982
- F. Dal Co, M. Manieri Elia, La generation de l’incertitude, L’architecture d’aujourd’hui, 1975, n. 181 (pp. 45-50)
- Domus, Oltre la siepe, un progetto di C. Aymonino nel centro storico di Pesaro, 1983, marzo, n. 637
- Domus, 1984, giugno, n. 651 (pp. 18-23)
- Domus, Officina Ferrarese, Ferrara: il nuovo Palazzo di Giustizia di C. Aymonino, 1984, maggio, n. 654
- Domus, 1986, giugno, n. 673 (pp. 72-80)
- Domus, Il “caso Parma”, progetti per l’area della Pilotta, 1987, maggio, n. 683 (pp. 38-44)
- Domus, Carlo Aymonino, mercato coperto e piazza dell’ex Caserma Massa, Lecce, 1988, n. 700
- R. Einaudi, A. Capuano (a cura di), Carlo Aymonino, Catalogo, Roma, 1987
- F. Moschini, Tra continuità e rottura: due interventi di Carlo Aymonino, L’industria delle costruzioni, 1977, n. 73
- F. Moschini, Campus scolastico a Pesaro, Roma, 1980
- P. Nicolin, C. Aymonino/ A. Rossi: Housing Complex at the Gallaratese Quarter, GA, 1977, n. 45, numero monografico
- V. Savi, L’architettura di Aldo Rossi, Milano, 1976, Passim
- “L’industria italiana del cemento”, 1985, luglio-agosto, n. 591
- M. Tafuri, L’Architecture dans le Boudoir: The language of criticism and the criticism of language, Options, 1974, n. 3 (pp. 44-47)
- B. Zevi, Case di lusso per proletari, L’Espresso, 1974, 5 maggio
"Un'architettura nuova è necessaria sola là dove altri strumenti - quali il restauro scientifico, il ripristino filologico o il recupero edilizio - non hanno senso operativo e tanto meno solutivo. Il modo che ho seguito è stato sempre quello di far del nuovo intervento occasione di restauro e di recupero delle parti storiche preesistenti, in modo che il progetto nel suo insieme fosse effettivamente completamento del luogo urbano." C.A.
giovedì 3 gennaio 2008
Bibliografia
Palazzo di Giustizia, Ferrara 1977
Ma, più in generale, l’intero intervento, anziché collocarsi come tempio ideale all’interno di una corte, fuoriesce proiettandosi sulla città attraverso pochi elementi di richiamo resi emblematici.
E’ presente in Aymonino una disinvoltura nel far assumere agli elementi del progetto, cambiati di segno, connotazioni diverse secondo le diverse esigenze, ma tutto mantiene una certa continuità sia per quanto riguarda i materiali che l’immagine complessiva, adattandosi alle più differenti situazioni.
L’uso della galleria vetrata come crocevia coperto, per esempio, ritorna con evidenza anche nel progetto del Centro Direzionale di Firenze (redatto con Aldo Rossi) o a Perugia nel progetto del Palazzo della Regione.
Palazzo di Giustizia, Ferrara 1977
veduta esterna
Casa-Parcheggio, Pesaro 1978-1981
L’intervento è unico nel suo genere in quanto semplice ed elementare nei suoi tratti compositivi, prevale l’indifferenza dall’intorno ed una relativa indipendenza dai regolamenti edilizi, si giunge ad una sorta di azzeratura urbana dove la quantità residenziale entra in conflitto con l’esistente. Aymonino realizza un prospetto che interrompe la continuità degli edificati affaccianti su via Mazza.
L’intervento nasce su tre formulazioni di metodo: il ripristino morfologico dell’area, l’adeguamento tipologico-formale della nuova edificazione ed il restauro scientifico di Palazzo Scattolari. Aymonino recupera la larghezza originaria e gli allineamenti in via Bonami, mantiene al piano terra l’allineamento originario su via Mazza assieme alla destinazione prevalentemente pubblica degli spazi interni risultanti dalla precedente edificazione.
Si concentra sull’idea di un fabbricato in linea lungo via Mazza che, nel rispetto degli indici di edificabilità consentiti, mantiene volumetrie ed altezze adeguate ai fabbricati contigui, senza volontà di mimetismi o di rappresentazioni del falso. Tale allineamento è posto in relazione con gli spazi interni attraverso un porticato che consente un uso più diretto e facile sia degli spazi alberati comuni che delle attrezzature sociali di Palazzo Scatolari. L’idea di Aymonino è quella di enfatizzare l’eccesso di linguaggio in una situazione in cui si sarebbe attesa una certa pacatezza, l’intervento va ad accentuare la voglia di esprimersi quasi come una sfida al “comune senso del pudore”. C’è comunque un’attenta lettura dei valori che conformano l’anonima continuità del fronte stradale.
Il progetto prevede setti cementiti, un loggiato che chiude in alto l’edificio ed il taglio della rampa di scale; la complessità viene portata all’esterno in maniera ordinata e composta tanto che Aymonino ravviva con colori vivaci l’intero edificato trovando sia un aspetto gioioso che ludico. Il riferimento più diretto a questo intervento è senza dubbio il Liceo Scientifico costruito qualche anno prima sempre a Pesaro.
Casa-Parcheggio, Pesaro 1978-81
veduta
Casa-Parcheggio, Pesaro 1978-81
veduta
Casa-Parcheggio, Pesaro 1978-81
veduta
Casa-Parcheggio, Pesaro 1978-81
particolare
Il Colosso, Roma 1982-1984
L’idea di un progetto sul luogo del Colosso è nata da un incontro con il sovrintendente archeologico Adriano
Carlo Aymonino è incaricato di pensare ad una nuova costruzione sull’area recuperata delle fondamenta del Colosso, un quadrato di 15 x
La prima idea di progetto è quella di un monolite di marmo a base quadrata di 15 x
Passaggio successivo è lo svuotamento del monolite, mantenendo comunque sui lati sud e ovest due pareti in blocchi di marmo di due metri di spessore, con una piccola porta sul lato ovest al piano terreno ed una finestra di affaccio al culmine della parete sud.
Nello spazio interno si collocano i percorsi verticali, l’ascensore e la scala a chiocciola. La terrazza panoramica in alto si affaccia sui lati nord e sud. La memoria dell’immagine del Colosso viene rappresentata a bassorilievo, formata dai massi della parete sud, la faccia appare a tutto tondo nel belvedere, il braccio destro lo si legge nel fianco dando l’idea di una prigione.
Centro direzionale Benelli, Pesaro 1980
Il centro Benelli viene studiato nell’ambito della redazione ed approvazione del piano regolatore per il centro storico della città di Pesaro con destinazione d’uso le attività direzionali.
Dallo studio del piano per il centro storico si propone una soluzione a quadra con le relative appendici. Il progetto esecutivo conferma pertanto una figura centrale con una grande piazza coperta, concetto rilevante è il raggruppare in un unico corpo la quantità terziaria corrispondente alla crescita economica futura, assieme ad una percentuale di unità residenziali.
Le diverse destinazioni d’uso comprendono: parcheggi al piano sotterraneo; negozi, uffici e spazi commerciali nei primi tre piani; residenze nei successivi quattro piani. Si determina pertanto la soluzione architettonica finale che è ben attenta a confrontarsi con la scala urbana onde evitare notevoli volumetrie. E’ una misura urbana che viene ottenuta sia con i rapporti lunghezza/altezza della quadra che con l’organizzazione degli spazi richiesti attorno alle due piazze tra loro comunicanti, l’una scoperta e l’altra coperta.
La piazza coperta misura 32.40 x
Studio insediativo dell'area in rapporto al centro storicoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 68)
Studio insediativo dell'area in rapporto al centro storicoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 69)
Sezioni e pianta del piano rpimo con gli ufficiImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 76)
Prospettiva della piazza internaImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 74)
mercoledì 2 gennaio 2008
Tre piazze, Terni 1985
A Carlo Aymonino viene affidato il compito di accentuare la diversità delle tre piazze. Elabora un’ipotesi complessiva in cui sono riconoscibili le varie componenti: le colonne marmoree mozze o intere tra la piazza del Popolo e la piazza Europa, come un confine permeabile che divide e collega i due spazi.
Nella piazza Europa concepisce quattro oggetti architettonici in pietra, con destinazione museale negli spazi più agibili e rappresentativi, nella grande nicchia una statua; il tutto con misure che non entrino in concorrenza con i volume preesistenti, ma danno la possibilità ai quattro oggetti di essere capiti in sé e nel loro insieme.
La piazza è poi completata con una fontana in pietra ed una larga panchina che accentua la vocazione del luogo all’incontro ed al riposo.
schizzo di studio volumetrico
Mercato coperto e piazza ex caserma Massa, Lecce 1985
La decisione dell'amministrazione comunale cade nella scelta di ricostruire la tettoia dell'ex mercato coperto, assicurare la permanenza di una funzione pubblica consolidatasi nel tempo e recuperare la struttura architettonica che rappresentava quella funzione.
Nasce quindi un progetto che ha volontà di risolvere una parte centrale della città fin da quel momento rimasta incompiuta architettonicamente.
Aymonino progetta un edificio con attività direttive e commerciali a destinazione pubblica con un'ampia piazza antistante.
L'edificio del mercato è composto da tre corpi di fabbrica: due terminali a semicerchio, dove nel primo sono localizzate le funzioni come il mercato del pesce ed il bar (al piano terreno), laboratori comunali (al secondo piano) ed uffici privati al terzo piano, nell’uno;
Il corpo centrale è impostato intorno alla grande tettoia che copre la passeggiata pubblica ed il mercato, comprendente il box del mercato ed i vari negozi, agenzie ed uffici o studi privati. Due grandi gallerie vetrate completano l'edificio dalla parte di via S. Lazzaro, hanno il compito sia di congiungere la piazza e lo spazio coperto con la via, sia di assorbire le attività commerciali più pregiate.
Al piano interrato sono sistemati i parcheggi ed i servizi tecnologici di pertinenza del mercato. Le parti esterne sono in pietra tufacea leccese per istituire un corretto ambientamento dell'opera; il pavimento della passeggiata coperta, dei passaggi trasversali, delle gallerie coperte, è anch'esso in pietra leccese a garantire la continuità dei percorsi.
Mercato coperto e piazza ex caserma di Massa, Lecce (1985)
schizzo di studio prospettico di una soluzione
sabato 15 dicembre 2007
Complesso scolastico, Pesaro 1974-1978
Le prime fasi del progetto riguardano il rapporto tra l’area interessata e l’intera struttura urbana, rapporto che nasce attraverso i diversi collegamenti viari. Il passaggio alla scala architettonica tiene conto dell’intorno urbano e delle nuove aree residenziali in espansione, realizzate spesso attraverso leggi di edilizia economica, da cui la necessità di un’architettura che li rappresenti, unificandoli.
Il pensiero di Aymonino è quello di concentrare le diverse esigenze in un unico edificio. Prevede l’inserimento di un centro civico, politico, culturale, commerciale e religioso all’interno del campus in modo da ottenere un luogo d’incontro che si confronta con la vita studentesca e con la realtà sociale del quartiere. Ritiene possibile la concentrazione, in un'unica sede, di alcuni servizi scolastici previsti per i vari istituti (biblioteca, mensa, ambulatorio, aula magna) migliorando la loro fruizione da parte del quartiere.
L’elemento importante è relazionare gli edifici, dalle diverse funzioni d’uso, con l’intorno urbano. Una prima relazione funzionale è individuata dai percorsi veicolari e pedonali che facilitano l’arrivo al campus.
Il progetto vuole il liceo scientifico come un unico edificio posto ad angolo, compatto di forme pure e di forte richiamo al mondo classico; gli istituti tecnico e commerciale sono due edifici separati da una piazza interna ma hanno una lunga fascia porticata che unifica l’intero prospetto, si evidenzia così la continuità tra spazi comuni interni coperti e spazi comuni esterni aperti. Lo spazio pubblico viene ad articolarsi in due piazze poste a quote diverse di cui una è interessata da un elemento a torre centrale che diventa punto di riferimento.
Assonometria generale nella terza redazione
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 61)
Prospettiva della piazza del campus, terza redazione
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 54)
Prospettiva della soluzione d'angolo, fronte sud-est
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 55)
Assonometria dell'intervento nella prima redazione
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 58)
Piante, prospetti e sezioni di studio per il campanile
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 58)
Planimetria della terza redazione
Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 58)
fronte sud-ovest
fronte sud-ovest
martedì 11 dicembre 2007
Progetto IMA, Ferrara 1982
Il progetto prevede sia la realizzazione di unità architettoniche, adibite a uso residenziale e commerciale, con una loro precisa identità funzionale, che la ristrutturazione di una porzione di capannone industriale con destinazione ludica.
Il corpo edilizio che appare in modo più spiccato rispetto al resto del sistema è un edificio in linea di sei piani, simmetrico rispetto ad un'ipotetico asse centrale. Dal progetto si delinea la volontà di liberare il piano terreno rendendolo usufruibile alla collettività; questa sua caratteristica di permeabilità è compatibile con quella dell'edilizia esistente. E' intuibile come, lo spazio interno dell'isolato, diventa di uso collettivo in quanto il fronte del fabbricato ha vani passanti l'edificio, ottenuti mediante lo scavo del piano principale della facciata facendo risaltare la scala in forma di colonna, rientrante rispetto il profilo del corpo di fabbrica.
venerdì 23 novembre 2007
Complesso abitativo "Monte Amiata", Quartiere Gallaratese, Milano 1967-1972
"Questo dinosauro rosso, con una rigida e lunga coda bianca, sorge ormai terribilmente sopra la pianura." Aldo Rossi
Si tratta di un intervento di grande dimensione a cui prendono parte il fratello M. Aymonino, A. De’Rossi e S. Messarè.
Il comune di Milano assieme alla società proprietaria del suolo, stabilisce, in sede di convenzione, un indice standard di 2.400 abitanti con 169.000 mc di area edificabile da destinare ad abitazioni.
Già dal planivolumetrico predisposto dal comune le prime idee sono indirizzate ad un insieme volumetricamente definito da elementi diversi. Nell’impostazione di lavoro, Aymonino ha ignorato il territorio e i rapporti con l’intorno in quanto area priva di suggerimenti, specialmente dal punto di vista naturale. L'insediamento Gallaratese non può quindi aspirare ad essere una vera e propria città a causa del suo carattere pressoché monofunzionale.
Il progetto finale ha per cui accentuato il distacco dall’intorno, cercando di elaborare un piano ben più compatto. Si sviluppa così l’idea di una costruzione, composta da cinque corpi di fabbrica, articolata e compatta allo stesso tempo, con altezze e profondità diverse.
Il Gallaratese va ad inserirsi nella poetica del frammentismo perseguita da Aymonino nel corso degli anni Sessanta, da cui la presenza di elementi come i riquadri in vetrocemento degli appartamenti duplex ed i volumi cilindrici dei collegamenti verticali che stabiliscono dei punti di riferimento per il controllo dell'immagine d'insieme degli edifici.
Aymonino con questo piano rompe la tradizionale concezione dell’edificio privato in quanto non ha progettato dei semplici appartamenti, ma li ha completati con dei servizi di loro pertinenza e con spazi aggiuntivi inseguendo l'idea di una città complessa e tumultuosa. Il Gallaratese diventa rapidamente modello di riferimento disciplinare sia sul piano linguistico che figurale per la possibilità di interferire sui processi aggregativi della residenza periferica portandoli ad una riconoscibilità urbana.
Veduta zenitale del plasticoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 39)
La piazza con il teatro all'apertoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 44-45)
Schizzi di studioImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 43)
Il piano terra distributivo
Complesso abitativo "Monte Amiata" Quartiere Gallaratese, Milano (1967-1972) piazza e teatro all'aperto
Complesso abitativo "Monte Amiata" Quartiere Gallaratese, Milano (1967-1972) veduta dell'edificio B
Complesso abitativo "Monte Amiata" Quartiere Gallaratese, Milano (1967-1972) prospetto dell'edificio Bvenerdì 16 novembre 2007
L'idea di Piazza
Ha condotto di fatto numerosi studi e ricerche sulla natura di queste zone ricche di sedimentazione storica, sforzandosi spesso di andare a proporre soluzioni architettoniche attente alla specificità dei problemi locali. Con Aymonino la piazza ritorna ad essere un luogo di relazione tra la struttura urbana e la soluzione architettonica.
Concorso per la ricostruzione del Teatro Paganini, Parma 1964
Lo sviluppo del progetto segue delle fasi logiche che partono dallo studio urbano della città preesistente fino alla ricostruzione delle due piazze pubbliche (Piazza della Pilotta, Cortile delle Vasche) ed un teatro che svolge più funzioni, dall’opera e commedia a spettacoli vari. Il progetto nasce su due allineamenti: Pilotta e Prefettura, nella cui sovrapposizione vi è il teatro, diverse sale ed una pinacoteca.
Le aree si sviluppano su differenti altezze in modo da realizzare un percorso continuo tra i vari spazi pubblici, simile a quello ottenuto al piano terreno.
Piante a quota +0.00 m (sinistra) e +11.00 m (destra)Immagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 27)
Foto del plasticoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 28-29)
Foto del plasticoImmagine tratta da: Piazze d'Italia: Carlo Aymonino, Progettare gli spazi aperti, Electa, Milano, 1988 (pag. 28-29)
Le Sue pubblicazioni
- Origini e sviluppo della città moderna, Padova (1965)
- La città di Padova, (con altri autori) Roma (1970)
- L'abitazione razionale, Padova (1971)
- Il significato della città, Roma - Bari (1975)
- Le capitali del XX secolo: Parigi e Vienna, Roma (1975)
- Lo studio dei fenomeni urbani, Roma (1977)
- Un progetto per il centro storico di Roma, (con R. Panella), Roma (1982)
- Per un'idea di città, Roma (1984)
- Piazze d'Italia progettare gli spazi aperti, Milano (1988)
- Progettare Roma Capitale, Roma (1990)
- Carlo Aymonino, Londra (1996)
- Il Campidoglio di Carlo Aymonino, Roma (2000)
- Carlo Aymonino: disegni 1972-1997, Roma (2000)
Pensiero di Aymonino
"Dopo vent'anni è bene guardarsi in faccia
per scoprire i segni lasciati dall'architettura,
dalla storia e dall'amore
e le ferite del poco denaro."
Premi e riconoscimenti
Riceve il premio IN/ARCH. Lucania, 1962
Riceve il premio IN/ARCH. Lazio, 1964
Riceve il premio IN/ARCH. Bologna, 1974
Riceve il premio San Valentino a Terni, 1984
E' insignito della Medaglia d'Oro per meriti della scienza e della cultura del Ministero della Pubblica Istruzione, 1999
Decorato del premio Hononary Fellow dal The American Institute of Architects,
lunedì 12 novembre 2007
Opere
1950/52 - Quartiere Ina Casa Tiburtino, Roma (con C. Chiarini, M. Fiorentino, E.Gorio, M. Lanza, S. Lenci, P.M. Lugli, C. Melograni, G.C. Menichetti,
G. Rinaldi, M.Valori. Capigruppo: L. Quaroni, M. Ridolfi)
1954/57 - Quartiere popolare Spine Bianche, Matera (con C. Chiarini, M. Girelli, S. Lenci, M. Ottolenghi)
1956/60 - Sede della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Massa Carrara (con C. Chiarini, B. De Rossi, M. Girelli)
1957/58 - Unità residenziale Tratturo dei Preti, Foggia (con C. Chiarini, B. De Rossi, M. Girelli). P.R.G. di Brindisi. Progetto (con S. Lenci e G. Peretto).
1958 - Palazzina in Lungotevere degli Inventori, Roma (con M. Aymonino, A. De Rossi)
1958/61 - Quartiere Ina Casa nel rione Commenda Ovest, Brindisi (con C. Chiarini, B. De Rossi, M. Girelli, L. Potì)
1959/60 - Cooperative residenziali Orione, Vega e Cassiopea, Lecce (con F. Cicirillo e G. Marasco)
1959/61 - Quartiere Ina Casa in viale Ofanto, Foggia (con C. Chiarini, B. De Rossi, M. Girelli)
1960/62 - Istituto tecnico industriale, Brindisi (con C. Chiarini, B. De Rossi, M. Girelli)
1962/65 - Istituto tecnico professionale, Lecce (con G. Marasco).
1963/64 - Cooperariva residenziale Tor Carbone, Roma (con M. Aymonino, A. De Rossi, B. De Rossi)
1963/66 - Edificio polifunzionale, Savona (con M. Aymonino, A. De Rossi, B. De Rossi)
1967 - Progetto di concorso per Ospedale psichiatrico, Mirano (con C. Dardi)
1967/72 - Complesso residenziale Monte Amiata al quartiere Gallaratese 2, Milano (con M. Aymonino, A. De Rossi, S. Messaré)
1970 - Progetto di concorso per il Centro Pompidou al Beaubourg, Parigi (con S. Messaré)
1970 - Progetto architettonico unitario per il Campus scolastico, Pesaro
1970/73 - Liceo scientifico G. Marconi, Pesaro
1971/74 - Piano particolareggiato per il centro storico di Pesaro (con C. Dardi, G. Fabbri, M. Lcna, R. Panella, G. Polesello, L. Semerani)
1977 - Progetto di Ristrutturazione di Prager Platz, Berlino.
1977 - Progetto di concorso per Centro direzionale, Firenze (con M. Aymonino, A. Rossi e G. Braghieri, M. Bosshard, A. Cantafora, J. Kirschenfeld, V. Savi, C. Sumi, G.L. Vimercati Sanseverino)
1977/84 - Palazzo di Giustizia, Ferrara (con A. Torti)
1978/84 - Istituto tecnico commerciale e per geometri, Pesaro (con C. Montanari e M.L. Tugnoli)
1982 - Progetto per il Piano di recupero dell'abbazia di Pomposa (con G. Barbini, A. Tosti Zambelli)
1982/84 - Colosso, Roma (con M. Aymonino, S. Giulianelli, M.L. Tugnoli)
1984 - Ristrutturazione del Campo di Marte, Venezia-Giudecca. Progetto per il concorso internazionale a inviti (con G. Barbini)
1985 - Interventi nel bacino di San Marco. Progetti per il concorso per la 3° Mostra internazionale di Architettura. Biennale di Venezia (con O. Barbini, F. Frison, E Mazzoleni, L. Salce, A. Sandi)
1985 - Progetto per Tre piazze, Terni (con M.L. Tugnoli)
1986 - Mercato parcheggio a Orte (con A. Balducci e ML. Tugnoli).
1986 - Progetto di concorso per
1986 Progetto di concorso (con L. Calcagni, G.P.Mar, G. Tamaro, M.L. Tugnoli)
1986 - Progetto di concorso per la sistemazione del parco urbano di Parigi LaVillette (con O. D'Ardia, V. Fraticelli, O. Macinini, R. Nicolini, A. Zattera)
1986 - Sistemazione dell'area Pirelli, Milano-Bicocca. Progetto di concorso (con G. Barbini, ML. Tugnoli, S. Amorosino, G. Conti Gibone, P. Leon, O. Longhi)
1986 - Progetto di concorso per la sistemazione di largo Firenze, Ravenna (con M. Avmonino, C. BaIdisserri, G. Barbini, R.Evangelisti, N. Pirazzoli, L. Sarti, M. Scarano)
1987 - Progetto per casa d'abitazione alla Giudecca, Venezia (con G. Barbini)
1987 - Progetto di concorso per il Teatro di Avellino (con M. Aurigemma, G. Ferraro, M. Aymonino, E. Pitzalis, M.L. Tugnoli)
1987/88 - Polo scolastico, Caposele (con E. Pitzalis e M.L. Tugnoli)
1988 - Sistemazione dell'area cx Mulino Andrisani, Matera (con P.G. Corazza e R. Panella)
1988 - Progetto per
1989 - Progetto di concorso Il Trincerone, sistema di trasporti e parcheggi, Salerno (con G. Giannattasio e M.L. Tugnoli)
1990/93 - Padiglione Del Selva, detto Coffeehouse, Venezia (con G. Barbini)
1990/95 - Intervento urbanistico e architettonico all'ex stabilimento Papa, S. Donà di Piave ( con G. Barbini, G. Zorzenoni)
1990 - Progetto di concorso per il Palazzo del Cinema, Biennale di Venezia (con G. Barbini e G. Paolini)
1991/92 - Zona residenziale Barialtò, Bari (con M. L. Tugnoli, G. Hanssen)
1992-97 Restauro della Villa Tittoni-Traversi e progetto della Biblioteca a Desio, Milano (con G. Barbini)
1992 - Concorso internazionale di idee per la sistemazione dell'area dello Spreebogen e la nuova sede del Bundestag, Berlino (con M. Angelini, A. Orlandi, A. Terranova )
1993 - Allestimento del Padiglione Italia perla 45° Esposizione Internazionale d'Arte, Biennale di Venezia, Venezia (con G. Barbini)
1995 - Biblioteca Hertziana, Roma (con G. Hanssen, M. L. Tugnoli)
1995 - Progetto preliminare del nuovo Palazzo di Giustizia, Reggio Calabria (con G. Morabito, E. Arbizzani, M. L. Tugnoli, G. Hanssen)
1996 - Nuovo progetto esecutivo per l'allestimento museale e copertura del Giardino Romano in Campidoglio, Roma (con G. Hanssen, M. L. Tugnoli, A. Michetti, G. Zambon)
1997 - Ristrutturazione e recupero dell'area dei Giardini ex reali a S. Marco, Venezia (con G. Barbini)
1998 - Concorso per il centro storico, Salerno (con G. Giannattasio)
1998 - Nuova sede IUAV nell'area dei Magazzini Frigoriferi a S. Basilio, Venezia
2002 – Concorso per
2002 – Concorso per il Ponte/Viadotto carrabile di attraversamento del Tevere, Roma
2003 – Concorso per il Nuovo Complesso Direzionale, Porto Marghera, Venezia
2003 – Sistemazione di alcune Piazze, Ferrara
2004 – Concorso per
Biografia per punti
1959 - Consegue la libera docenza presso le Facoltà di Architettura.
1965 - Vince il concorso per la cattedra di Caratteri distributivi degli edifici.
1967 - Insegna presso
1963/81 - E' professore incaricato presso l’Università di Architettura di Venezia (IUAV).
1974/79 - E' eletto Rettore dello IUAV.
1980/93 - Insegna Composizione architettonica presso
1981/85 - Ricopre la carica di Assessore per gli interventi al Centro Storico di Roma.
1984/87 - Tiene la rubrica L'Architettura, sul settimanale L'Europeo.
1989 - E' professore onorario degli Altos Estudios del Cayc.
1995/96 - E' presidente dell'Accademia di San Luca.
Biografia
Carlo Aymonino è nato a Roma nel 1926. Si laurea in Architettura a Roma nel 1950. Grazie all’aiuto dello zio, Marcello Piacentini, fin da piccolo intraprende il percorso verso lo studio dell'architettura, imparando a disegnare scenografie per le feste familiari.Si sviluppa in lui la passione per l'arte attraverso la conoscenza di Mafai, Scialoja, Melli, Guttuso. L'abitudine verso il disegno sembra essere l'arma con cui Carlo Aymonino riesce a contestualizzare e giocare con il progetto, rappresentato in viste tridimensionali, spesso di grande formato, in cui sono inserite ombre e figure che aiutano nella comprensione del riferimento spaziale.
Diventa docente presso le Facoltà di Architettura di Palermo (1967), di Venezia (dal 1963 al 1981), ed a Roma (dove diventa professore ordinario di Composizione Architettonica all’Università
Durante i primi anni di attività aderisce al Neorealismo, è in questo periodo che lavora ai progetti per la realizzazione della palazzina Tartaruga a Roma (1951-54), con Ludovico Quaroni, per il quartiere Spine Bianche a Matera (1954-57) e per il quartiere Tiburtino a Roma (1950-54) con Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi. Dal 1959 al
Già con la fine degli anni Cinquanta la ricerca di Aymonino aspira a dare al progetto il ruolo di risolutore delle complessità e contraddizioni esistenti sia alla scala urbana, che negli stessi dettagli architettonici. Questa sua volontà ricompositiva della modernità diventa concreta con il progetto del complesso residenziale Monte Amiata del Gallaratese a Milano (1967-72), progettato con la collaborazione del fratello Maurizio Aymonino, Alessandro De Rossi, Sachim Messarè, progetto che vede poi anche il contributo di Aldo Rossi, cui Aymonino chiede di progettare parte del complesso. Il progetto del Gallaratese rappresenta il culmine della ricerca sui fondamenti della nuova scienza urbana, la risposta concreta alla ricerca teorica che stava sviluppando con Aldo Rossi. Nelle opere e nei progetti degli anni Settanta la poetica di Aymonino si esprime seguendo un linguaggio che vede interagire le diversità tipologiche con rigore geometrico e cromatico. Degli anni Settanta sono rispettivamente i progetti per l'Università di Firenze (1971), per l'Università delle Calabrie (1973), per il palazzo di Giustizia di Ferrara (1977-1984), il Campus scolastico superiore di Pesaro (1970-1984).
Nel 1976 e nel 1985 è stato invitato a partecipare con le sue opere alla XIII e XV Triennale di Milano ed alla Biennale di Venezia.
Dal 1981 al 1985 Aymonino ricopre la carica di assessore agli interventi sul Centro Storico del comune di Roma, dando via ad una serie di attività e di studi sulla città che segnano un momento di svolta nel modo di utilizzare e vivere il centro storico. In seguito focalizza la sua attenzione sulla scala urbana. Degli anni Ottanta sono i progetti per l'edificio residenziale alla Giudecca a Venezia (1984), il Centro residenziale e commerciale Benelli a Pesaro (1980-83), il Complesso residenziale Tor Sapienza a Roma (1981-82), il sistema di piazze al centro di Terni (1985) i sistemi polifunzionali a Scandicci (1989), a San Donà del Piave (1990), in via Ostiense a Roma (1991) ; tra i suoi ultimi progetti la copertura del Giardino Romano all'interno dei Musei Capitolini a Roma.
È membro nazionale dell’Accademia di San Luca (dal 1976) di cui è stato presidente dal 1995 al 1996. Attualmente svolge l’attività professionale nel campo dell’architettura e dell’urbanistica con studio a Roma ed a Venezia.
Nel 1999 vince la medaglia d’onore per Meriti della Scienza e della Cultura del Ministero della Pubblica Istruzione; è stato decorato del premio Hononary Fellow rilasciato dal The American Institute of Architects nell’anno




















